E' mezzanotte, uno spettro si aggira per l'Italia, e lo spettro di Halloween, la festa di origine irlandese trapiantata in America e rientratea in Europa via Globalizzazione.Jack, il re delle zucche, celebrato nel capolavoro di animazione stop-montion di Tim Burton qualche anno fa, sta entrando sempre più nell'immaginario dei bimbi italiani, ed i genitori, tornando a casa, si sentono dire la famosa frase "dolcetto o scherzetto" dai propri figli, come già a Natale avevano sentito il coro scolastico intonare "We wish you a merry Cristhmas" al posto di "Bianco Natal".
Come per tutto ciò che arriva da fuori, si sono naturalmente levate le voci critiche contro questa festa pagana che sta mettendo in ombra la tradizionale ricorrenza di Ognissanti, forse non comprendendo che in realtà Halloween si sta sempre più trasformando in un carnevale autunnale, più che in uno spostamento di valori.
Voci si sono ovviamente levate contro l'americanismo imperante, dimenticando che per effetto della globalizzazione gli americani sbavano per possedere un capo italiano.
La voce più autorevole scesa in campo è quella del cardinal Martini: "Halloween è un tipo di festa estranea alla nostra tradizione che ha valori immensi e che deve essere continuata. Quello dei defunti è un culto della nostra storia: è il momento in cui si apre la speranza per l'eternità. Un momento in cui il Signore ci fa comprendere che la vita è più ampia di quella terrena".
Al di là della caratura del personaggio (che meriterebbe di trovare tra qualche anno casa nella capitale) quello che i cattolici non vogliono capire è che stanno semplicemente subendo la regola del contrappasso, essendo stati loro ad innestare (secoli fa) le feste cristiane sopra quelle pagane, tra cui proprio quella di ognissanti, che si innesta su una festa pagana, di origini remotissime.
La festa più famosa è il Natale, festeggiato il 25 Dicembre proprio per imporsi ad una festa del Sole molto popolare secoli fa. Il Natale di Gesù eseguito 6 giorni dopo la festa del Sole ne sarebbe uscito ridimensionato. Dubitiamo che la Chiesa di allora si sia preoccupata per lo scippo della tradizione.
Oggi non si arrabbino se qualcuno fa altrettanto, anche perché tante americanate in Italia non hanno attecchito più di tanto.
La verità è che gnomi, folletti e streghe hanno sempre attecchito nella fantasia popolare; non è un caso che l'unica commedia di Shakespeare recitata ai bambini sia "Sogno di una notte di mezza estate".
Insomma: non è globalizzazione, è fantasia.
P.S. Chissà cosa ne pensa Maggiolini di questa festa "Celtica".
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