«Anche noi dobbiamo tutelare i nostri interessi, basta con queste copie fai da te che danneggiano chi lavora nel settore». Moustafà fatica a tratterere l'ilarità ma evidentemente l'occasione è troppo ghiotta per non approfittarne: «Per noi in fondo è una comodità, i cd arrivano già con la protezione, se la togliamo la gente si fa la copia in casa e noi vendiamo di meno» Va bene, ma la protezione voi come l'aggirate? «Questo non lo so. So solo che per noi non è mai esistito, né esisterà mai nulla che ci impedirà di fare le copie dei cd». Un cliente richiama l'attenzione di Moustafà, proprietario di un negozio di cd sul marciapiede della Stazione di Ponte Mammolo a Roma, e la mia breve intervista è finita prima ancora di incominciare.
Il nostro viaggio all’interno della salvaguardia del diritto d’autore inizia con un paradosso, che però più di mille parole fotografa la difficoltà di trovare il giusto equilibrio tra i diritti degli autori e quelli dei cittadini.
Tutto è cominciato con l'inserimento nei cd audio di una protezione software che impedisce la copia degli stessi. Questo sistema ha l'obiettivo di impedire le copie non autorizzate dei cd a protezione degli interessi, legittimi, delle case discografiche e degli autori dei brani riprodotti. Questa protezione ha però non pochi difetti: il primo è che impedisce agli onesti clienti finali di poter realizzare l'altrettanto legittima copia di sicurezza, o per l'uso comune, con il walk-man o l'autoradio.
Il secondo difetto è che viene impedita anche la trasformazione delle tracce in formato mp3 per l'utilizzo con gli ormai sempre più diffusi lettori portatili o nei telefonini ultima generazione.
Questo sta creando nell'utenza "onesta", quella che cioè acquista il prodotto nei negozi , una frustrazione crescente che per assurdo aveva portato molti proprio nelle braccia dei vari Mustafà, stante la necessità di poter usufruire liberamente di un bene acquistato.
Infatti la protezione anti-copia si è rivelata efficace solo nell'impedimento delle copie "legali", visto che l'aggiramento della protezione è di una semplicità sconcertante per un "professionista" del settore (basta possedere una macchina linux o configurare windows con particolari accorgimenti).
La beffa si sta rivelando però solo recentemente, poiché anche i professionisti delle copie pirata hanno trovato più conveniente lasciare la protezione sui cd da loro prodotti, in primis perché è più semplice, poi perché così il cliente finale non può fare a sua volta altre copie agli amici, che saranno costretti a comprare a loro volta. Insomma la protezione anti copia si sta rivelando una garanzia per l'industria dei CD pirata.
Oggi viviamo quindi il paradosso di un sistema che penalizza le persone oneste e privilegia le associazioni a delinquere, un sistema che oltretutto si sta rivelando una truffa per chi ha acquistato dispositivi portatili, perché le case discografiche sono in mano ai produttori di lettori mp3.
Succede quindi che chi acquista un lettore mp3 Sony o Philips non possa poi fare la copia di cd prodotti dalla Sony o dalla Philips perché queste lo impediscono attraverso la protezione. Ci chiediamo allora a cosa serva mettere in commercio questi dispositivi, a meno che le case non pretendano che il cliente debba acquistare sia il cd che, on line, la versione mp3 dello stesso.
Ci chiediamo anche se sia legale questo dispositivo anti-copia, che da per scontato che l'acquirente commetterà azioni illecite, e che per far questo interagisce su altri prodotti (i computer) di proprietà del cliente in modo non desiderato dallo stesso. Non resta che aspettare la revisione della legge promessa entro i prossimi 60 giorni.
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