Quando l'occulto racconta la realtà. L'ultimo numero di Dylan Dog è una delle più belle storie dell'intera serie, è in reltà un vettore per raccontare, usando l'icona dell'investigatore dell'occulto, la tragedia della malattia e dell'inferno della cura, aprendo in poche pagine le tante finestre delle varie forme di pena che dobbiamo subire nel momento in cui siamo più deboli.
Il muro invisibile tra il malato e i sani, la condizione di estrema solitudine anche in un ambiente collettivo come quello dell'ospedale. Una metodica che ti toglie, per dirla con le parole del personaggio più emblematico dell'episodio, "prima l'identità, poi la dignità".
Un percorso di dolori quindi che lascia pensare che chi ha scritto l'episodio, stia raccontando in realtà qualcosa di vissuto, tanto mi ci sono ritrovato nelpercorso che purtroppo mi è capitato molti anni fa.
Un albo da regalare e far leggere quindi ai molti che si occupano di sanità dall'alto della loro (per fortuna) salute di ferro, che solo chi vive l'ordalia del percorso di cura di una malattia dolorosa può capire.
martedì 29 dicembre 2009
"Mater morbi", purtroppo è tutto vero.
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