... la cosa va segnalata.
Il nuovo album dei Depeche Mode, Sound o Universe, torna ad avere un senso per il cliente vero, quello dimenticato in anni di follia commerciale dalle case discografiche abbagliate dalla prospettiva di vendere prodotti a bassissimo costo come fosse oro.
Finalmente, si torna al prodotto, a dare al cliente un corrispettivo "fisico" in cambio di moneta "sonante"; con i Depeche Mode si prosegue e si amplifica la linea lanciata con Madonna (sempre un passo avanti agli altri) e gli U2, fornendo ai clienti differenti confezioni a differenti prezzi, ciascuna adeguata ad uno specifico profilo.
La versione da me scelta, e non avrebbe potuto essere altrimenti, è quella che mi auguro diventi il formato standard per il futuro: vinile a 180 grammi con CD incluso, cosa che mi consente di avere un suono al massimo delle sue possibilità sullo stereo ma anche la praticità dell'uso "walk/car".
Inutile dire che, pur avendo lettori di pari livello, il suono del vinile è incommensurabilmente migliore, perché anche se l'uso massiccio di elettronica ha una sorgente comunque digitale, la voce e il gioco della diafonia, che fornisce una spazialità intrinseca al vinile, rendono una sonorità inarrivabile al CD.
P.S.: una riga sul contenuto. Se amate i Depeche Mode, non rimarete delusi.
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