giovedì 15 settembre 2011

Storia di Marica

Dopo una dura giornala di lavoro malpagato, dopo un'ora e un quarto di mezzi pubblici per tornare a casa nell'enorme periferia romana, Tommaso apre finalmente la porta di casa. E' stanco e non vede l'ora di farsi una doccia, togliersi di dosso quella condivisione del sudore regalata dai mezzi pubblici senz'aria condizionata che al centro non possono circolare, sennò che figura ci facciamo coi turisti, e quindi destinata alle periferie, sotto il sole ancora caldo di un'estate senza pietà. Poggia frettolosamente sul comò l'armamentario oggettistico di questa società del terzo millennio: chiavi, telefonino, portafogli, sigarette, lettore mp3; lascia tutto il vestiario a terra pronto buttarsi sotto la doccia, traguardo pr un momento di felicità in una tipica giornata ssdd (stesso schifo diversa data).

Poi si ferma, si gira, e vede sul mobile un pacchetto di soldi così malridotti che sembrano usciti da un percorso di guerra. E questi da dove vengono? C... 120 euro; ma da dove sbucano? Non li avevo in tasca ... stamane non c'erano, ne sono sicuro, al mattino spazzolo tutto, pure i centesimi. E Anna i soldi li tiene nella borsetta ... Anna? li hai messi tu 120 euro sul comò? No, li ha trovati Marica, quando ha messo i tuoi pantaloni ad asciugare li ha trovati in una tasca. Gli volevo lasciare 10 euro ma non ha voluto niente, ha detto solo dove c'hai la testa. Oh! so' 120 euro, mica bruscolini.

Tommaso guarda i soldi con un sorriso, si sente come quando aveva fatto 4 al Superenalotto. Poi si ricordò della doccia, e mentre l'acqua scorreva finalmente sul suo corpo appicicaticcio lavando via, oltre al suo sudore, quello di Adele, Mario, Faruk, Natascia e gli altri sconosciuti ammassati sul mezzo pubblico, pensò: questa la debbo proprio raccontare. E quando ti ricapita. Almeno al ragazzino però un regalino glielo debbo fare.

Marica è una casalinga rumena che, visto il modesto stipendio del marito, operaio specializzato, e i figli da crescere, si adopera presso i condomini del suo palazzo ad aituare in casa quando serve. Piccole cose, prende quello che le danno, in silenzio, ringrazia sempre, non protesta mai, quasi le facessero un favore e non un corrispettivo per il lavoro svolto. Per fortuna i vicini non se ne approfittano, di lei si fidano, non è mai macato un centesimo. Alcuni le hanno lasciato anche le chiavi.

Quei 120 euro, certamente, le avrebbero fatto comodo, molto comodo, ma ... di lei si fidano.

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